sabato, Dicembre 13, 2025
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Domani STMicroelectronics presenta la trimestrale: cosa aspettarci e quali domande vorremmo fare al management

STMicroelectronics trimestrale

Domattina, prima dell’apertura dei mercati, STMicroelectronics presenterà i risultati finanziari del secondo trimestre 2025 e subito dopo il management della società risponderà alle domande degli analisti.

Le premesse per la giornata di domani non sono particolarmente propizie per STMicroelectronics. Il titolo ha chiuso oggi le contrattazioni alla Borsa di Milano con un calo del 4,34%, sulla scia di una giornata decisamente negativa per il settore: Texas Instruments sta perdendo a Wall Street più del 12%, e anche NXP, dopo la trimestrale presentata lunedì, sembra sull’ottovolante con repentini cali e risalite di ben cinque punti percentuali.

Nonostante queste turbolenze, nell’ultimo mese il titolo ST aveva dato incoraggianti segnali di ripresa, passando da una quotazione di circa 25 euro a oltre 28 euro, con un incremento di circa il 12-13%.

Il comparto in ripresa (ma a che velocità?)

La convinzione diffusa tra gli analisti (e le stesse aziende) è che il momento più critico per il comparto analogico, embedded e power sia ormai alle spalle, e che trimestre dopo trimestre le società del settore saranno in grado di tornare ai livelli di vendite di alcuni anni fa. La discussione, semmai, verte sulla velocità di questa ripresa e sui tagli necessari per riportare i conti in ordine. Ogni azienda, ovviamente, ha poi la propria storia e le proprie peculiarità.

Se gli investitori sono abituati a elevati livelli di redditività, scostamenti anche minimi nelle previsioni degli utili – come è successo ieri con la trimestrale di Texas Instruments – possono provocare drastici cali delle quotazioni. Nel secondo trimestre 2025, i ricavi dell’azienda americana sono aumentati del 16% su base annua, l’utile netto è cresciuto del 15% e l’utile per azione è passato da 1,22 dollari a 1,41 dollari, con un aumento del 16%. Nonostante ciò, il titolo ha perso il 12% in quanto l’EPS previsto da TI per il Q3, pur in crescita, era di un solo centesimo inferiore alle aspettative degli analisti. Spesso, le valutazioni di borsa seguono logiche che con il reale andamento del business hanno poco a che fare, specialmente nel breve e brevissimo periodo, dove prevalgono piuttosto logiche speculative.



Le attese per la trimestrale di ST

Tornando alla trimestrale di domani, STMicroelectronics prevede entrate per 2,71 miliardi di dollari e un margine lordo del 33,4%. Le stime degli analisti, invece, prevedono un fatturato leggermente superiore, di 2,77 miliardi di dollari, e un EPS di 0,10 dollari.

Se la lenta ripresa del fatturato e del margine lordo sembra  scontata, preoccupano le prospettive per la restante metà dell’anno. La seconda parte del 2025 potrebbe infatti avere ripercussioni negative più che sul fatturato sulla redditività dell’azienda, che normalmente è già molto bassa e non confrontabile con competitor come TI, ADI e NXP. In altre parole, nonostante un potenziale incremento del fatturato, l’utile e il flusso di cassa potrebbero peggiorare anziché migliorare.

I motivi di preoccupazione sono molteplici, sia interni che esterni: dal rapporto di cambio euro/dollaro ai dazi internazionali, dall’elevato livello delle scorte al calo della domanda automobilistica. Su quest’ultimo fronte si è aggiunta la recente crisi delle vendite di Tesla, uno dei più importanti clienti per i dispositivi in Carburo di Silicio (SiC) di STMicroelectronics.



ST dispone di un portafoglio più standardizzato rispetto ai competitor, il che conferisce all’azienda una maggiore leva operativa durante i cicli positivi. Il rovescio della medaglia è che, durante i cicli negativi, gli utili tendono a calare più rapidamente. Per contro, si avvicina la stagione dei prodotti consumer e già durante questo trimestre le vendite del segmento dovrebbero migliorare. Inoltre, la diversificazione dei prodotti, oltre a quella geografica, rappresenta da sempre un vantaggio per STMicroelectronics. Infine, negli ultimi mesi, alcune dichiarazioni del management relative al rapporto book-to-bill e alla ripresa del mercato industrial fanno ben sperare.

Le domande al CEO Jean-Marc Chéry

Non resta, dunque, che aspettare i dati finanziari del Q2 che verranno rilasciati prima dell’apertura dei mercati. Seguirà la tradizionale Conference Call con gli analisti, durante la quale, di solito, si entra in specifici dettagli tecnici dei conti e delle aspettative dell’azienda. Quasi mai, in questa occasione, le domande riguardano aspetti più generali e strategie a lungo termine, ma questa sarebbe l’occasione perfetta per fare chiarezza su tanti aspetti della gestione dell’azienda.

Al momento, sono quattro le domande più urgenti che ci piacerebbe sottoporre a Jean-Marc Chéry, CEO di STMicroelectronics. Eccole:

  • “Non ritiene che la strategia China-for-China e gli investimenti in quel paese ridurranno le commesse agli stabilimenti europei di ST? Con ciò vanificando i contributi pubblici che ST ha ricevuto e riceverà in futuro?”
  • “Non ritiene che questa partnership aiuti l’industria cinese dei semiconduttori a crescere a tal punto da farla diventare un pericoloso concorrente, specialmente in termini di prezzi, per l’industria globale dei semiconduttori, compresa ST?”
  • Quanti sono, stabilimento per stabilimento, il numero esatto di esuberi? E come intende ST gestire questi esuberi?”
  • “Per quanto riguarda Agrate, non ritiene che 10 anni per fare diventare pienamente operativo lo stabilimento R3 siano troppi? E qual è l’esatto ruolo di Tower?”

Avremmo altre decine di domande da porre a Jean-Marc Chéry, ma una risposta puntuale a queste domande sarebbe, al momento, sufficiente.