
Il titolo perde quasi il 5% nelle contrattazioni del dopo borsa a Wall Street. Le indagini cinesi sulle sovvenzioni pubbliche alla società.
Non riprende quota nemmeno nel quarto trimestre 2024 il business di Texas Instruments. Lo certificano i dati diffusi nella serata di ieri dalla multinazionale leader nei chip analogici e embedded.
Nel corso del quarto trimestre le vendite sono state di 4,01 miliardi di dollari, in calo del 3% su base sequenziale e del 2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.
Durante l’intero 2024, TI ha registrato vendite per 15,641 miliardi di dollari, in calo del 10,7% rispetto al 2023 quando le vendite furono di 17,519 miliardi.
Fortunatamente per la società e per gli azionisti, il margine operativo lordo si è mantenuto su buoni livelli pur scendendo in un anno dal 63% al 58%. Tutto ciò ha consentito a TI di effettuare nel 2024 investimenti in conto capitale per 4,8 miliardi di dollari e remunerare gli azionisti con 5,7 miliardi. È soprattutto per quest’ultimo motivo che la società vanta una capitalizzazione di borsa di circa 180 miliardi di dollari, da 5 a 10 volte superiore a quella di aziende dello stesso “peso” in termini di fatturato come STMicroelectronics (23 miliardi di euro di capitalizzazione) o Infineon (44 miliardi di euro di market cap).
Tornando ai dati della trimestrale, nel Q4 2024 Texas Instruments ha conseguito ricavi per 4,01 miliardi di dollari con un margine operativo lordo che si è stabilizzato al 57,7%, in linea con quello dell’intero anno (58%). Le azioni correttive sul magazzino e sugli input di produzione messe in atto dalla società dopo l’improvviso calo delle vendite di un anno fa stanno evidentemente dando buoni risultati e si stanno adeguando ad un mercato industriale e automotive ancora in sofferenza. Grazie a questi interventi, l’utile netto nel trimestre è sceso di appena il 12% così come l’EPS.

Nel trimestre l’azienda ha generato 1,998 miliardi di dollari di liquidità dalle attività, ha speso 1,192 miliardi in investimenti in conto capitale e ha generato un free cash flow di 806 milioni di dollari.
Negli ultimi 12 mesi, ovvero durante l’intero anno fiscale 2024, la liquidità generata ha raggiunto i 6,318 miliardi di dollari, gli investimenti in conto capitale hanno raggiunto i 4,820 miliardi e il free cash flow è stato di quasi 1,5 miliardi di dollari.

Nel trimestre Texas Instruments ha remunerato i propri investitori con ben 1,240 miliardi di dollari di dividendi a cui vanno aggiunti 537 milioni di operazioni di riacquisto di azioni proprie per una remunerazione complessiva di 1,777 miliardi di dollari. Durante l’intero 2024, la remunerazione complessiva ha raggiunto i 5,724 miliardi, in crescita del 18% rispetto al 2023. Questo importo corrisponde ad un P/E di quasi il 3%.

Questi dati e quelli dell’intero 2024 confermano la resilienza dell’azienda in un momento di forte pressione sui prezzi e di debolezza dei mercati industriale e automotive dai quali TI ricava il 70% delle proprie entrate.
Guardando ai 12 mesi del 2024, questi sono i risultati finanziari complessivi:
“I ricavi sono diminuiti del 3% su base sequenziale e del 2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente,” ha commentato Haviv Ilan, Presidente e CEO di Texas Instruments. “Il nostro flusso di cassa operativo, pari a 6,3 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi, ha nuovamente sottolineato la solidità del nostro modello di business, la qualità del nostro portafoglio prodotti e il vantaggio della produzione su wafer da 300 mm. Il flusso di cassa libero nello stesso periodo è stato di 1,5 miliardi di dollari. Negli ultimi 12 mesi abbiamo investito 3,8 miliardi di dollari in R&S e SG&A, 4,8 miliardi in spese in conto capitale e abbiamo restituito 5,7 miliardi di dollari agli azionisti.”
Durante la conference call che ha fatto seguito alla presentazione dei risultati finanziari, Rafael Lizardi, vicepresidente senior e direttore finanziario, insieme a Haviv Ilan, ha fornito ulteriori dettagli sui risultati del trimestre e sulle previsioni per i mesi successivi.
L’inventario alla fine del periodo ammontava a 4,5 miliardi di dollari, con un aumento di 231 milioni rispetto al trimestre precedente. I giorni di inventario erano 241, in crescita sequenziale di 10 giorni.
Rafael Lizardi ha confermato che il ciclo di investimenti CapEx di 6 anni, mirato a garantire una capacità affidabile e a basso costo su wafer da 300 mm, è stato completato al 70%. Inoltre, l’azienda ha ricevuto i primi finanziamenti diretti previsti dal CHIPS and Science Act, parte di contributi complessivi per 1,6 miliardi di dollari stanziati dall’amministrazione degli Stati Uniti. Oltre a questi finanziamenti, l’azienda beneficia di crediti d’imposta del 25% previsti dalla normativa. Complessivamente, la società prevede di ottenere, tra contributi diretti e risparmi fiscali, tra 7,5 e 9,5 miliardi di dollari nei prossimi anni.
I dirigenti di Texas Instruments non hanno confermato le recenti notizie di stampa relative a un’indagine anti-dumping e anti-sovvenzioni da parte delle autorità cinesi nei confronti di alcuni produttori di semiconduttori statunitensi, tra cui la stessa Texas Instruments, accusati di praticare forti sconti sul mercato cinese per ridurre le scorte di magazzino e guadagnare quote di mercato.
Secondo fonti citate da EE Times China, la strategia di prezzo di Texas Instruments prevede offerte con prezzi inferiori del 5-10% rispetto ai produttori cinesi, anche quando ciò comporta vendite sotto costo.
È opportuno sottolineare che Texas Instruments, insieme a Infineon, NXP, Renesas e STMicroelectronics, svolge ancora un ruolo chiave nel mercato cinese dei chip per il settore automotive. Pertanto, sarebbe complesso per la Cina eliminare completamente la dipendenza da Texas Instruments, anche in presenza di eventuali restrizioni.
Un rapporto precedente del Global Times ha rivelato che il Ministero del Commercio cinese ha ricevuto reclami da parte di aziende nazionali riguardo ai sussidi ricevuti dalle imprese statunitensi attraverso l’US CHIPS Act, che permettono di esportare in Cina chip legacy a prezzi scontati. Al momento, il Ministero del Commercio cinese ha solo proposto un’indagine e non ha ancora emanato alcun provvedimento, il che richiederà ulteriore tempo.
Outlook
Texas Instruments prevede per il primo trimestre del 2025 ricavi compresi tra 3,74 e 4,06 miliardi di dollari; il valore intermedio, pari a 3,9 miliardi, rappresenta un calo di circa il 3% rispetto al quarto trimestre del 2024 e un aumento del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le entrate furono di 3,661 miliardi di dollari.
L’EPS previsto è compreso tra 0,94 e 1,16 dollari per azione. L’azienda prevede un’aliquota fiscale per l’intero 2025 del 12%, in calo di circa un punto percentuale rispetto al 2024.
Il titolo Texas Instruments ha guadagnato ieri l’1,81%, raggiungendo i 200,61 dollari per azione; tuttavia, nell’after-hours, dopo la diffusione dei risultati trimestrali, le azioni sono scese di circa il 5%.
Nel 2024, le azioni Texas Instruments hanno registrato un incremento del 12%, mentre nelle prime settimane del 2025 il guadagno è stato di circa il 7,3%.



