martedì, Aprile 21, 2026
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Adriatronics (ex Flextronics): raggiunto l’accordo con Startech Industries per il rilancio del sito di Trieste

Accordo per l'ex Flextronics

Startech Industries produrrà nel sito triestino trasduttori ottici di terza generazione per i data center, con un piano di investimenti da 80 milioni di euro. Sul fronte occupazionale, l’azienda prevede l’assorbimento totale degli attuali 333 lavoratori, con la prospettiva, a pieno regime, di un incremento fino a 420 dipendenti.

Sembra essersi conclusa positivamente la vicenda della ex Flextronics di Trieste, azienda specializzata in ricerca, sviluppo e produzione di prodotti elettronici. Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato infatti raggiunto un accordo che prevede la vendita dell’intera area industriale triestina della ex Flextronics – rilevata dal fondo FairCap per conto della sua controllata Adriatronics – alla newco Startech Industries. Si tratta di un annuncio importante, che avvia il processo di reindustrializzazione sollecitato fin dallo scorso febbraio dal Mimit, dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalle parti sociali al fondo tedesco proprietario.

Nel dettaglio, Startech Industries produrrà nel sito di Trieste trasduttori ottici di terza generazione per i data center, con un piano di investimenti da 80 milioni di euro. Sul fronte occupazionale, l’azienda prevede l’assorbimento totale degli attuali 333 lavoratori, con la prospettiva, a pieno regime, di arrivare fino a 420 dipendenti.

I commenti

Oggi scriviamo un’altra pagina di politica industriale che impatterà positivamente, come già accaduto per Wärtsilä, su questo territorio. Ridiamo una prospettiva produttiva e occupazionale solida al sito Adriatronics di Trieste e ai suoi 333 lavoratori, patrimonio aziendale e di competenze che non potevamo permetterci di disperdere. Abbiamo centrato l’obiettivo”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

La vicenda era iniziata a novembre 2024, quando la multinazionale americana Flextronics, a seguito del mancato rinnovo del contratto da parte del principale committente, aveva annunciato la cessione del sito produttivo al fondo tedesco FairCap, che aveva acquisito le attività per conto della controllata Adriatronics.

Il Mimit aveva quindi convocato un tavolo di confronto con l’azienda, le organizzazioni sindacali, la Regione Friuli-Venezia Giulia e Confindustria. In quella sede, le parti, dopo diversi incontri, avevano denunciato la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda e criticità legate all’assenza di un piano industriale credibile.

Lo scorso febbraio, su sollecitazione del ministro Adolfo Urso e delle parti coinvolte nella vertenza, il fondo FairCap si è infine reso disponibile a individuare un soggetto industriale in grado di assicurare continuità produttiva e occupazionale, garantendo una prospettiva di lungo periodo oltre al rilancio del sito triestino.