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Per motivi di sicurezza nazionale, il governo inglese annulla la vendita di Newport a Nexperia, società controllata da entità cinesi

Le autorità del Regno Unito hanno ordinato a Nexperia di rivendere l’86% dell’impianto di semiconduttori di Newport acquistato l’anno scorso.

Le autorità governative del Regno Unito hanno ordinato alla società Nexperia di proprietà cinese di vendere almeno l’86% della fabbrica Newport Wafer Fab acquisita lo scorso anno, adducendo motivi di sicurezza nazionale.

Mercoledì “The Secretary of State for Business, Energy and Industrial Strategy” (BEIS) ha annunciato di ritenere che il controllo dell’impianto Newport Wafer Fab da parte di Nexperia possa comportare il trasferimento di know-how e di capacità tecnologiche dell’azienda verso la Cina, con implicazioni legate alla sicurezza nazionale della Gran Bretagna, ai sensi del National Security and Investment Act 2021.

Nonostante il modesto giro d’affari (la società ha fatturato nel 2020 circa 31 milioni di sterline), Newport Wafer Fab è il più importante sito produttivo di semiconduttori del Regno Unito, con una produzione di 32.000 wafer/mese da 8” con tecnologia piuttosto antiquata, da 180-700 nm.

Situato su un’area di 28 acri nel Galles meridionale, Newport Wafer Fab impiega circa 500 persone e produce principalmente chip per l’industria automobilistica. L’acquisizione ha suscitato preoccupazioni in quanto l’azienda produce anche alcuni semiconduttori utilizzati nell’industria della difesa.

La decisione delle autorità britanniche arriva a più di un anno di distanza dall’annuncio di Nexperia di aver preso il controllo di Newport Wafer Fab, nel luglio 2021, con un’operazione da 63 milioni di sterline.

Nexperia è una società olandese controllata dal produttore cinese di apparecchiature per telecomunicazioni Wingtech Technology – quotata alla borsa di Shanghai – che l’ha acquisita nel 2019.

Nexperia dispone di un’altra fabbrica di front-end nel Regno Unito, nelle vicinanze di Manchester, dove vengono prodotti MOSFET di potenza con wafer da 6 e 8 pollici. Un’altra fabbrica per la fabbricazione di MOSFET di potenza è situata a Laguna, nelle Filippine.

La società gestisce anche due siti produttivi di back-end nel Guangdong, in Cina, e a Seremban, in Malesia.

La revisione dell’acquisizione di Newport Wafer Fab è stata avviata a maggio di quest’anno dopo che alcuni ministri inglesi si erano detti preoccupati per la sicurezza nazionale a causa di alcuni legami di Wingtech con lo stato cinese.

Accogliamo con favore gli investimenti stranieri che sostengono la crescita e l’occupazione“, ha dichiarato il segretario alle imprese Gran Shapps. “Ma laddove ci sia un rischio per la sicurezza nazionale, agiremo con decisione“.

Nexperia ha negato di essere sotto il controllo della Cina. Due dei 13 membri del suo team di gestione esecutiva, compreso il suo amministratore delegato, sono cinesi, ma tutti gli altri sono cittadini europei o americani.

Nexperia sta già pianificando di impugnare la decisione. Ha respinto le preoccupazioni per la sicurezza nazionale e ha sottolineato che due precedenti revisioni sulla sicurezza non avevano rilevato tale rischio. “Siamo sinceramente scioccati“, ha dichiarato in una nota il direttore generale di Nexperia UK, Toni Versluijs.

La decisione è sbagliata e faremo appello per annullare questo ordine di cessione e per proteggere gli oltre 500 posti di lavoro a Newport“, ha aggiunto.

Ma anche Alicia Kearns, presidente della commissione per gli affari esteri della Camera dei Comuni, ha accolto con favore l’ordine esecutivo sostenendo che il Regno Unito deve garantire che le sue risorse strategiche non cadano nelle mani di poteri autoritari.

Sono sicura che molti saranno sollevati dal fatto che non stiamo consegnando infrastrutture di sicurezza critiche a un’azienda con legami ben documentati con lo stato cinese“, ha affermato. “Questa decisione dovrebbe segnare l’inizio della realizzazione di politiche che rafforzano la sicurezza nazionale britannica e proteggono le nostre principali società tecnologiche e la ricerca dal cadere nelle mani dei nostri concorrenti“.



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