mercoledì, Maggio 29, 2024
HomeIN EVIDENZARecovery Plan: 750 milioni in 3 anni per l’industria italiana dei semiconduttori

Recovery Plan: 750 milioni in 3 anni per l’industria italiana dei semiconduttori

Il governo Draghi ha consegnato in questi giorni al Parlamento la Prima bozza del Recovery Plan necessario per accedere ai finanziamenti straordinari che la Comunità Europea mette a disposizione dei paesi membri per il rilancio economico dopo i danni prodotti dalla pandemia. Ma che dovrebbe andare anche oltre, con una serie di riforme attese da tempo per rendere più efficiente il Sistema Italia, riforme come quelle della Pubblica Amministrazione e della Giustizia civile.

In tutto sei missioni illustrate in 487 pagine con obiettivi, tempi, costi e tabelle; se la destinazione delle risorse non si discosta molto dal precedente piano del governo Conte (non poteva essere diversamente dal momento che le indicazioni in questo senso da parte della UE sono vincolanti), il nuovo Piano appare molto più dettagliato e articolato.

Confermate, dunque, le sei missioni che beneficeranno dei 191,5 miliardi spettanti all’Italia, con un anticipo del 13% che potrebbe arrivare entro l’estate:

  • Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Missione 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Missione 4 – Educazione e Ricerca
  • Missione 5 – Inclusione e coesione
  • Missione 6 – Assistenza sanitaria

Il capitolo più importante di spesa riguarda proprio la prima missione cui sono destinati oltre 45 miliardi di euro.

Nelle 140 pagine dedicate a questa materia, si trovano i finanziamenti destinati all’industria dei semiconduttori, precisamente nel secondo capitolo (MIC2) dei tre campi d’intervento previsti per questa missione:

  • M1C1 – Digitalisation, innovation and security in the PA 3 – Appendix: Reform of Justice System
  • M1C2 – Digitalization, Innovation and Competitiveness of the Production System
  • M1C3 – Turismo e cultura

La seguente tabella illustra l’entità delle risorse destinate alla Missione 1:

Fonte: Recovery Plan

Il secondo capitolo di spesa (M1C2 — Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema di produzione) è quello più “pesante”, per un totale di 25,75 miliardi di investimenti. Gli obiettivi da conseguire sono i seguenti:

a) Sostenere la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo attraverso incentivi agli investimenti nelle tecnologie all’avanguardia e 4.0, nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione;

b) Creare connessioni a fibre ottiche ultraveloci, connessioni 5G e satellitari per l’ammodernamento e il completamento di reti ad altissima capacità, collegate alle aree bianche e gradevoli e alle strutture pubbliche strategiche del paese. Integrazione delle tecnologie satellitari per offrire servizi avanzati per il settore della produzione e la sicurezza;

c) Promuovere lo sviluppo delle filiere di produzione, in particolare in quelle novative, nonché delle produzioni Made in Italy e aumentare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali, utilizzando anche strumenti Riforme e investimenti: finanziari innovativi a tal fine.

Per raggiungere questi obiettivi sono previste quattro specifiche linee d’investimento:

  • Investimento 1: Transizione 4.0: incentivi per le imprese, al fine di agevolare la transizione digitale e verde.
  • Investimento 2: Innovazione e tecnologia dei microprocessori: il progetto mira a sostenere il settore della microelettronica ad alta tecnologia, attraverso una combinazione di strumenti di sostegno finanziario per gli investimenti in macchinari, attrezzature e impianti di produzione.
  • Investimento 3: Fondo di garanzia e digitalizzazione delle PMI: rifinanziamento del fondo di garanzia per agevolare l’accesso delle PMI al credito e alla liquidità delle imprese (finanziato da ReactEU).
  • Investimento 4: Investimenti per la banda larga ultra-larga, il 5G e le connessioni satellitari:
    4a) connessione veloce a Internet (Ultra-banda larga e 5G);
    4b) economia spaziale, sviluppo di una costellazione di satelliti e dell’Istituto nazionale di osservazione della Terra.

Il secondo capitolo di spesa è dedicato in maniera specifica all’industria dei semiconduttori, anche se nel testo si utilizza la definizione di “microprocessori”. Vediamo cosa prevede, così come riportato nella bozza del Recovery Plan:

Investimento 2: Innovazione e tecnologia dei microprocessori.

Sfide: Le catene di approvvigionamento industriali ad alta tecnologia sono la componente più preziosa di ogni sistema industriale nazionale, in quanto costituiscono una fonte fondamentale di investimenti in R & S, di manodopera qualificata e di condivisione e trasferimento di conoscenze tecnologiche che sostengono altri comparti di produzione lungo tutto il territorio. Ad esempio, si potrebbero prendere in considerazione le ricadute provenienti da diversi settori, quali l’industria aerospaziale, i macchinari avanzati, i prodotti chimici fini e la microelettronica, che vanno a vantaggio dell’intero sistema industriale. L’Italia ottiene buoni risultati in questi settori, in termini di attori e competenze di eccellenza, ma la sua posizione è ancora più debole rispetto ai suoi principali partner commerciali. Di fatto, l’Italia si colloca al 15º posto tra i principali esportatori mondiali di prodotti ad alta tecnologia, con una quota di mercato del 2 % circa, molto inferiore a quella della Germania, pari a quasi il 10 %.

Pertanto, è fondamentale intraprendere investimenti strategici a beneficio delle catene di approvvigionamento ad alta tecnologia italiana, sostenendo e concentrando gli sforzi a favore dei territori con una forte specializzazione tecnologica, ospitando ecosistemi di innovazione basati su partenariati validi tra grandi imprese, sistema delle PMI, università e centri di R & S; gli investimenti nel sud dell’Italia saranno pertanto considerati prioritari.

Tale sfida deve essere affrontata con una visione europea, con l’obiettivo di far sì che l’Italia sia un attore fondamentale nel contribuire al posizionamento dell’UE come leader mondiale nello sviluppo di tecnologie di punta e nella produzione manifatturiera più avanzata e verde.

Obiettivi: Il progetto di innovazione e tecnologia Microprocessori è una misura agevolata volta a sostenere gli investimenti industriali ad alto contenuto tecnologico e con effetti positivi sull’occupazione e sulle attività satellitari, in modo da poter avere un forte impatto sull’innovazione e sulla coesione sociale e territoriale. La misura, in particolare, è caratterizzata da un’attenzione particolare all’industria della microelettronica in quanto, tra le catene di approvvigionamento ad alta tecnologia, svolge un ruolo altamente strategico sia a livello nazionale che europeo.

Di fatto, i microprocessori costituiscono la base materiale per lo sviluppo della maggior parte dei settori e delle applicazioni all’avanguardia, quali l’intelligenza artificiale, la trazione, il 5G, il sistema aerospaziale e della difesa, la mobilità elettrica. La microelettronica rappresenta pertanto un comparto fondamentale per lo sviluppo e la competitività dell’intero sistema industriale. Inoltre, a livello mondiale, il settore è caratterizzato da una forte concentrazione di attori e cluster territoriali con un’altissima capacità di innovazione tecnologica. L’Italia contribuisce all’industria europea dei semiconduttori con poli tecnologici che si distinguono per le loro eccellenti competenze industriali e di ricerca. Pertanto, l’obiettivo del progetto è sostenere la crescita di questa catena di approvvigionamento nazionale e sostenere lo sviluppo delle ultime frontiere tecnologiche, come quella dei microchip costituiti da carburo di silicio (SiC), che svolgeranno un ruolo fondamentale nella prossima rivoluzione della mobilità elettrica.

La misura — che prevede bandi di gara o su richiesta — offre un sostegno finanziario agli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature di produzione con un contributo pari al 40% delle spese ammissibili. Le risorse assegnate ammontano a un totale di 750 milioni di euro (250 milioni di euro l’anno per un periodo di tre anni) che produrranno investimenti diretti complessivi nelle catene di approvvigionamento ad alta tecnologia di 1.875 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori investimenti derivanti da impatti positivi sulle attività satellitari.

Le tappe previste sono le seguenti:

1) Attivazione dello sportello unico (entro il primo trimestre del 2021)
2) Selezione dei progetti e avvio degli investimenti (entro il secondo trimestre del 4 2023)
3) Elaborazione di una relazione dell’autorità di gestione sullo stato di avanzamento delle attività di misura (T2 e T4 di ogni anno dal 2021 al 2026)

L’obiettivo fissato per il 2026 è costituito dagli investimenti diretti attivati nelle catene di approvvigionamento ad alta tecnologia pari a 1.875 milioni di euro.
Attuazione: Il ministero dell’Economia e delle Finanze è responsabile del programma.
Popolazione bersaglio: Società ad alta tecnologia.

In sostanza il piano prevede un sostegno finanziario agli investimenti in macchinari e attrezzature per la progettazione e la produzione di semiconduttori pari al 40% delle spese totali.

L’importo complessivo di questo finanziamento a fondo perduto è di 750 milioni, da suddividere in tre anni per 250 milioni ogni anno. Questi contribuiti dovrebbero mettere in moto complessivamente 1,897 miliardi di investimenti.

Nel nostro paese le aziende che operano nel campo della produzione di semiconduttori sono solo due, STMicroelectronics e LFoundry (ex Micron di Avezzano), ciò fa capire chi sarà il destinatario finale di gran parte di questi investimenti. Non che aiutare l’unico vero leader tecnologico del nostro paese qual è STMicroelectronics dispiaccia a qualcuno, semplicemente ci domandiamo quanti di questi investimenti rientreranno nello sforzo comune europeo finalizzato alla creazione di una capacità comune in grado di competere con i colossi del settore come, ad esempio, TSMC e Samsung, così come auspicato in una recente dichiarazione d’intenti sottoscritta anche dall’Italia.

L’impressione è che manchi un vero coordinamento europeo, una visione precisa e concreta come quella, ad esempio, che determinò la nascita di un campione globale come Airbus.

Un settore come quello della produzione di semiconduttori necessita di ingenti capitali: Samsung ha previsto 110 miliardi di investimenti per i prossimi cinque anni, TSMC solo nel 2021 investirà 28 miliardi.

Tanti piccoli finanziamenti nazionali non riusciranno a garantire all’Europa né la leadership né l’autosufficienza in questo settore.

1 commento