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I numeri dei semiconduttori: news e quotazioni di Borsa del 31 dicembre 2020

Borse internazionali a ranghi ridotti giovedì 31 dicembre 2020, ultimo giorno dell’anno.

Pienamente operativa New York con un livello di scambi quasi normale e con indici, ancora una volta, in aumento.

Alla fine delle contrattazioni, il Dow Jones guadagna lo 0,65% a quota 30.608,48, il Nasdaq Composite lo 0,14% a quota 12.888,28, e l’S&P 500 lo 0,64% a quota 3.756,’7.

Sia il Dow Jones che l’S&P 500 hanno ritoccato le quotazioni record dell’anno.

Contrastati i titoli tecnologici: chiudono in terreno negativo Apple (-0,85%) e Amazon (-0,89%) mentre guadagnano tutti gli altri con Alphabet a +0,94%, Facebook +0,5%, Microsoft +0,33% e, soprattutto Tesla che mette a segno un altro +1,57% a quota 705,67 dollari per azione.

Con la chiusura delle contrattazioni odierna, è possibile fare una fotografia definitiva di quello che è stato il 2020, un anno sicuramente particolare: il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo del 7,2% a quota 30.589,84 punti, l’S&P 500 ha guadagnato il 16,3% a quota 3.754,86 punti e il Nasdaq Composite è cresciuto del 43,6% a quota 12.890,03 punti.

La giornata della politica è stata caratterizzata da ulteriori screzi tra repubblicani e democratici sulle modalità degli stimoli all’economia e su numerosi altri provvedimenti di politica nazionale ed estera. L’attenzione di tutti è rivolta al ballottaggio in Georgia del 5 gennaio che potrebbe spostare gli equilibri verso uno o l’altro dei due partiti, facilitando (o complicando) l’attuazione del programma del presidente eletto Biden.

Il bollettino settimanale sulla disoccupazione segnale 787.000 nuove richieste, 19.000 in meno rispetto alla settimana scorsa, la seconda diminuzione consecutiva.

Sul fronte della pandemia, mercoledì sono stati segnalati 201.555 nuovi casi con 3.725 morti, portando il totale delle vittime a 343.030, mentre più fonti segnalano la presenza, anche negli Stati Uniti, della variante inglese, altamente contagiosa, del coronavirus.

L’indice di riferimento per l’industria dei semiconduttori, il PHLX Semiconductor (SOX) chiude a quota 2.795,50 con un incremento dello 0,42%.

All’interno di questo comparto, continua, consistente, il recupero di Intel che guadagna il 2,19%; buona anche la performance di Qualcomm che fa segnare un + 1,59%.

Brooks Automation è stato il peggior titolo del paniere con una perdita del 7,96%. Questo calo è stato determinato da un motivo prettamente tecnico: il trasferimento dell’indice nel S&P 400 Mid-Cap e la rimozione dal S&P 600 Small Cap. Questa operazione ha comportato il trasferimento di un gran numero di azioni con una forte pressione sul titolo; nella giornata del 31 dicembre sono passate di mano 2,45 milioni di azioni, 8 volte di più rispetto al quantitativo normale.

Tra i titoli dell’industria dei semiconduttori non inclusi del SOX, da segnalare il balzo di Micron (+4,5%), in attesa dei risultati della trimestrale che verrà diffusa il 7 gennaio alla chiusura dei mercati.

Borse europee a ranghi ridotti e con orari dimezzati in occasione del Capodanno. Chiuse Milano e Francoforte, le altre borse hanno chiuso in negativo. A pesare sono stati i nuovi dazi americani su alcuni prodotti francesi e tedeschi, sulla scia della controversa vicenda che dura da anni sulle sovvenzioni pubbliche alle due principali aziende aeronautiche, Airbus e Boeing.

Per quanto riguarda i più importanti produttori europei quotati alla borsa americana, NXP perde lo 0,24%, STMicroelectronics scende dell’1,2 %.

Da segnalare, infine, il balzo all’insù di SMIC alla borsa di Hong Kong, una delle poche aperte: +8,3% a quota 22,10 HKD.