mercoledì, Maggio 29, 2024
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Biden come Trump: sette organizzazioni HPC cinesi inserite nella blacklist americana

Accusate di attività contrarie alla sicurezza nazionale o agli interessi di politica estera degli Stati Uniti per il sostegno alla ricerca militare cinese, non potranno più ricevere chip e prodotti tecnologici americani.

Dopo aver congelato e di fatto avvallato le sanzioni dell’amministrazione Trump nei confronti di numerose società tecnologiche cinesi inserite nella famosa Entity List del Dipartimento del Commercio USA, questa settimana l’amministrazione Biden ha autorizzato per la prima volta un nuovo giro di vite su alcune società ed enti cinesi nel campo dell’HPC, ovvero dei supercomputer utilizzati per realizzare processi di calcolo intensivi come le previsioni meteorologiche, le analisi molecolari, le simulazioni fisiche ma impiegati anche per la progettazione di sistemi d’arma avanzati e di reattori nucleari.

L’amministrazione Biden ha così vietato alle società statunitensi di fornire semiconduttori ed altri prodotti tecnologici a queste entità accusate di collaborare con l’apparato militare cinese nello sviluppo di nuovi sistemi d’arma.

Le capacità di supercalcolo sono vitali per lo sviluppo di molte armi moderne come quelle nucleari e come i missili ipersonici. Il Dipartimento del Commercio utilizzerà tutta le proprie capacità per impedire alla Cina di sfruttare le tecnologie statunitensi per sostenere gli sforzi di modernizzazione del proprio arsenale militare” ha dichiarato il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Gina M. Raimondo.

Le società cinesi e i centri informatici presi di mira giovedì sono stati inseriti nella sezione 744.11 delle EAR che vieta l’esportazione, la riesportazione e il trasferimento di prodotti alle entità coinvolte in attività contrarie agli interessi della sicurezza nazionale o di politica estera degli Stati Uniti.

Questo l’elenco delle entità aggiunte: National Supercomputing Center Wuxi, National Supercomputing Center Jinan, National Supercomputing Center Shenzhen, National Supercomputing Center Zhengzhou, Tianjin Phytium Information Technology, Chengdu Sunway e Shanghai High-Performance Integrated Circuit Design Center.

Questa volta, gli Stati Uniti hanno preso di mira quattro dei sette centri nazionali di supercalcolo della Cina (risparmiando quelli di Guangzhou, Changsha e Tianjin).

Le sette organizzazioni si uniscono ad altre cinque entità cinesi inserite nella blacklist nel giugno 2019: Sugon, The Wuxi Jiangnan Institute of Computing Technology, Higon, Chengdu Haiguang Integrated Circuit e Chengdu Haiguang Microelectronics Technology.

Il National Supercomputing Center di Wuxi, o NSCC-Wuxi, offre elaborazione ad alte prestazioni per un’ampia gamma di progetti di ricerca e sviluppo in diversi domini, tra cui biomedicina, scienze marine, esplorazione di petrolio e gas e analisi finanziaria. Ospita anche il supercomputer più veloce della Cina – il Sunway TaihuLight – che è il quarto più veloce al mondo.

Il computer Sunway TaihuLight è stato sviluppato dal National Research Center of Parallel Computer Engineering & Technology (NRCPC), situato nella provincia di Jiangsu. È finanziato congiuntamente dal Ministero della Scienza e della Tecnologia, dal governo provinciale di Jiangsu e dal governo municipale di Wuxi.

Sunway TaihuLight ha una prestazione massima di 93 petaflop; in confronto il supercomputer più veloce del mondo, il Fujitsu Fugaku giapponese con tecnologia Arm, è capace di 415 petaflop.

I centri di supercalcolo NSCC-Jinan e NSCC-Shenzhen sono stati inaugurati entrambi nel 2011. Il centro di Jinan è il luogo di nascita del supercomputer Sunway BlueLight, che raggiunge il picco di 1 petaflop. NSCC-Shenzhen offre servizi commerciali di calcolo ad alte prestazioni e cloud computing dal 2012; in tutti questi anni, il centro è stato utilizzato da più di 30.000 clienti in Cina e nel sud-est asiatico.

NSCC-Zhengzhou è l’ultimo centro nazionale di supercalcolo della Cina, online dallo scorso novembre. Il centro fornisce servizi di elaborazione dati ad aziende, college e università con la sua rete da 200 Gbps. Il lavoro del centro si concentra sull’economia digitale, sulla governance ambientale, sulle apparecchiature di fascia alta e sull’intelligenza artificiale.

Il Tianjin Phytium produce e vende semiconduttori ad alte prestazioni per server e HPC; è stata fondato nel 2014 con il sostegno del governo municipale di Tianjin, una città a sud-est di Pechino.

I chip dell’azienda sono realizzati utilizzando l’architettura concessa in licenza da Arm; Tianjin Phytium ha stabilito partnership con oltre 1.600 aziende e fornisce servizi a clienti che abbracciano diversi settori: telecomunicazioni, banche, energia e trasporti ed enti governativi con clienti come ZTE, Baidu, AI Cambricon e il produttore di apparecchiature di sorveglianza Hikvision, società inserita nella blacklist americana nel 2019.

Chengdu Sunway è responsabile della fornitura di chip per Sunway TaihuLight. La società ha affermato che il supercomputer più veloce della Cina è anche il primo del paese ad essere costruito con processori prodotti localmente. Il supercomputer utilizza il processore Sunway SW26010, sviluppato dall’High Performance IC Design Center di Shanghai.

Infine, lo Shanghai High-Performance IC Design Center si trova nel Zhangjiang High-Tech Park del distretto Pudong di Shanghai. Il centro è controllato dal Comitato Scientifico e Tecnologico di Shanghai (STCSM) e si concentra su processori ad alte prestazioni sviluppati autonomamente. Tra questi il chip SW26010 che alimenta Sunway TaihuLight. Ogni processore a 64 bit ha 260 core, ciascuno con una velocità di clock di 1,45 GHz. Il Sunway TaihuLight raggiunge i 93 petaflop combinando circa 41.000 processori SW26010.