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News semiconduttori e mercati, la settimana dal 14 al 18 giugno

AMERICA & GLOBAL

Dopo le dichiarazioni del presidente e degli altri funzionari della Federal Reserve, con la banca centrale Usa che ha aperto a un aumento dei tassi già a partire dal 2023, i mercati hanno dato vita ad una correzione con un contemporaneo calo dei tre principali indici come non si vedeva da tempo; in particolare per il Dow Jones, che ha perso venerdì l’1,58%, la peggiore seduta del 2021, e che in settimana ha lasciato sul terreno il 3,45%. Una settimana caratterizzata da un ampio volume di scambi che ha toccato i massimi venerdì, la giornata delle quattro streghe, in cui scadevano simultaneamente future e opzioni su indici e azioni. Un appuntamento che ha sicuramente aiutato lo scivolone dei mercati.

Finanziari ed energetici i comparti più penalizzati, col dollaro che si è rafforzato e che ha chiuso intorno a 1,19 rispetto all’euro.

In forte calo il prezzo dell’oro e di molte altre materie prime dopo la decisione della Cina di immettere sul mercato le riserve di alcuni metalli come rame e alluminio per frenare la speculazione globale. Nel settore obbligazionario, il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è sceso all’1,449%, la quinta settimana consecutiva di ribassi.

Trai titoli meno penalizzati, quelli tecnologici, che in ogni caso  interrompono una fase rialzista che aveva portato le quotazioni a superare più volte i massimi storici. In calo anche i titoli dell’industria dei semiconduttori, in particolare quelli legati alla fabbricazione di chip ed ai servizi collegati.

Il Dow Jones Industrial Average chiude la settimana a 33.290 punti, in calo del 3,45%, con la performance da inizio anno che scende al +8,77%.
L’S&P 500 – dopo tre settimane di guadagni – perde l’1,91% a quota 4.166 punti; da inizio anno l’indice mette a segno il +10,93%.

Il Nasdaq Composite chiude a 14.030 punti, con un calo settimanale dello 0,28% e un guadagno da inizio anno del +8,86%.

Per molti dei principali titoli tecnologici, pur considerando le perdite di venerdì, la settimana chiude con discreti guadagno; tra i migliori Amazon (+4,19% in settimana, +7,06% da inizio anno), Apple (+2,44%, ytd: -1,68%), Tesla (+2,20%, ytd:-11,67%) e Netflix (+2,46%, ytd: -7,39%).

Positivi, seppur di poco, anche Microsoft (+0,60%, ytd: +16,64%) e Twitter (+0,58%, ytd:+12,37%).

Arretrano (ma avevano guadagnato molto le settimane precedenti), Alphabet, che chiude la settimana in calo dell’1,25%, a quota 2.402,22 dollari (ytd: +37,06%), e Facebook (-0,48% in settimana, ytd: +20,68%).

Per quanto riguarda i semiconduttori, la settimana per il PHLX Semiconductor (SOX) fa segnare un calo del 2,44% a quota 3.152 punti, con un guadagno dall’inizio dell’anno del +12,78%.

Nella seguente tabella riportiamo le 5 migliori e le 5 peggiori performance settimanali dei titoli di questo paniere.

Indice SOX: le 5 migliori e le 5 peggiori performance della settimana. Elaborazione Elettronica&Mercati su dati di borsa.

Continua anche questa settimana la corsa di NVIDIA che guadagna il 4,56% portando la performance del titolo da inizio anno al +42,77%. Buono anche il momento di Marvell, dopo la pubblicazione della trimestrale, e di AMD che riesce a recuperare parte del terreno perso nel 2021.

Tra le peggiori, troviamo in classifica ON Semiconductor (-5,29%), Microchip (-5,50%) e Cree (-5,97%). Chiude la classifica, peggior titolo della settimana, Brooks Automation che perde il 7,97%.

La seguente tabella riporta invece le 5 migliori e le 5 peggiori performance da inizio anno.

Indice SOX: le 5 migliori e le 5 peggiori performance da inizio anno. Elaborazione Elettronica&Mercati su dati di borsa.

Continua, anche in questa classifica, la scalata di NVIDIA (+42,77%) che si piazza in seconda posizione dietro ad Applied Materials (+52,06%) e prima di ASML (+41,82%).

Posizioni praticamente invariate in fondo alla classifica con Qualcomm (-12,70%) e Cree (-14,30%) fanalini di coda.

ASIA

Sulla scia dei timori di un cambiamento di rotta delle politiche monetarie della Fed, chiudono cauti i mercati asiatici, con quelli cinesi in rosso dopo l’aumento della tensione tra USA e Cina a seguito delle decisioni del G7.

Saldo settimanale generalmente positivo per i tecnologici e per l’industria dei semiconduttori.

L’indice Shanghai Composite perde in settimana l’1,80% portando il guadagno da inizio anno all’1,50%; analogo l’andamento dello Shenzhen Composite che arretra in settimana dell’1,22% con un ytd del +2,11%.

Ad Hong Kong l’Hang  Seng chiude a 28.704 punti con una perdita settimanale dello 0,14% e una performance da inizio anno del +5,77%.

Bilancio positivo per i tecnologici quotati nell’ex colonia britannica: SMIC guadagna il 2,5% (ytd: +10,04%), Alibaba Group sale dell’1,57% (ytd: -11,01%), Tencent avanza dell’1,17% (ytd: +6,91%) e Xiaomi guadagna il 2,31% (ytd: -13,3%).  

A Seoul l’indice KOSPI sale dello 0,57% portando il guadagno da inizio anno al +13,73%; arretrano in settimana sia Samsung (-0,62%, ytd: -0,62%) che SK Hynix (-2,73%, ytd: +5,06%).

Alla borsa di Taipei guadagna lo 0,61% (ytd: +17,55%) l’indice Taiex, con TMSC (+0,17%, ytd: +13,77%) e UMC (+3,17%, ytd: +8,66%) che chiudono in terreno positivo mentre arretra MediaTek (-1,53% in settimana, +29,18% da inizio anno).

Chiude vicino alla parità a Tokyo l’indice Nikkei 225 (+0,05%) a quota 29.012 punti, con una performance da inizio anno del +5,54%.

In settimana guadagnano tutte le aziende dell’industria dei semiconduttori, da Renesas (+0,94%, ytd: +9,82%) a Rohm (+3,31%, ytd: +3,10%), da Advantest (+2,71%, ytd: +32,47%) a Murata (+1,93%, ytd: -7,79%), da Tokyo Electron (+3,51%, ytd: +29,06%) a Toshiba (+2,80%, ytd: +63,86%).


EUROPA    

Sulla scia di Wall Street chiudono tutte in forte calo le borse europee, con l’indice STOXX Europe 600 che arretra dell’1,19%, portando la performance annuale al +12,94%.

Tra le peggiori, la borsa di Milano il cui indice FTSE MIB perde l’1,93% a quota 25.218 punti, con un guadagno da inizio anno che scende al +13,43%.

Arretrano pesantemente tutti gli indici dell’industria dei semiconduttori con STMicroelectronics che perde il 3,06% (ytd: +0,53%) a quota 30,44 euro; ancora più pesante la perdita di Infineon Technologies che lascia sul terreno il 4,50% (ytd: +3,35%) a quota 32,44 euro.

Arretrano anche ASML (-1,70%, ytd: +41,82%), NXP Semiconductors (-3,99%, ytd:+21,44%) e ams (-6,26%, ytd: -9,18%).