lunedì, Maggio 20, 2024
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L’effetto benefico della marijuana sulle vendite di LED

La pandemia, che ha colpito pesantemente quasi tutti i paesi del mondo, ha determinato, tra le altre cose, un forte calo delle vendite di componenti e sistemi per illuminazione a LED: uffici deserti con personale in smart working, negozi e centri commerciali chiusi per lunghi periodi, nonché manifestazioni ed eventi annullati hanno provocato una sensibile riduzione degli acquisti di nuovi sistemi di illuminazione e delle relative lampade di ricambio.

Anche le vendite di soluzioni di illuminazione a LED per automotive sono scese, a causa dei minori acquisti di autovetture.

Si stima che nel 2020 le vendite di questi prodotti abbiano subito una contrazione del 10% rispetto al 2019.

All’interno di questo mercato, uno dei pochi settori in controtendenza è quello degli impianti di illuminazione a LED per orticoltura.

Da anni l’illuminazione artificiale viene utilizzata nelle coltivazioni al chiuso e in serra per migliorare la crescita di ortaggi e verdure. Con l’avvento dei LED e con la scoperta che la crescita delle piante poteva essere accelerata con l’impiego di specifiche gamme cromatiche, l’adozione di questi sistemi è aumentata notevolmente. I LED, infatti, consentono di ottenere facilmente differenti lunghezze d’onda; altrettanto semplice è la regolazione del flusso luminoso.

Ma cosa c’entra l’orticoltura con la pandemia? Apparentemente nulla, se non che il 2020 è stato caratterizzato, oltre che dal COVID-19, anche da una graduale liberalizzazione dell’uso e della coltivazione di marijuana in molti Stati degli USA, oltre che in altri paesi come Canada e Australia.

Dall’Arizona al Montana, dal Mississippi al New Jersey, i referendum che si sono svolti quest’anno hanno portato alla legalizzazione dell’uso e della coltivazione della cannabis per uso terapeutico e “ricreativo”. Con la pandemia che ha sicuramente influito sull’esito del voto.

La seguente cartina evidenzia l’attuale situazione delle leggi che regolano l’uso e la coltivazione della cannabis nei vari Stati americani:

Cortesia: cannabisbusinesstimes.com

Gli Stati colorati in verde hanno completamente legalizzato l’uso della marijuana, quelli in giallo ne consentono l’uso solamente per uso terapeutico; infine, quelli in viola, permettono soltanto la vendita di medicinali contenenti CBD (cannabidiolo).

La graduale legalizzazione della marijuana nel Nord America ha dato vita ad un mercato, spesso casalingo, di piccole coltivazioni di cannabis che sta coinvolgendo milioni di americani.

I manuali su come coltivare nel modo migliore e più velocemente le piantine si moltiplicano, così come i siti sull’argomento che spiegano come ottenere in poco tempo piante con una elevata concentrazione di sostanza attiva, il THC, ovvero il delta-9-tetraidrocannabinolo.

Da questo punto di vista i nomi dei siti sono lasciano dubbi sugli argomenti trattati: I love growing Marijuana, Maximum Yeld, Growing Marijuana Pro, eccetera.

Esistono anche numerose riviste completamente dedicate al tema del business della marijuana, con un “taglio” un tantino più professionale: Cannabis Business Time e Cannabis Industry Journal sono le più note.

In questo panorama, non potevano mancare gli eventi dedicati all’argomento, come il CannaGrow Conference and Expo che si svolge ogni anno a novembre a Palm Spring, in California, e che è giunto alla decima edizione.

Oltre che essere prodighi di informazioni sulla coltivazione e la lavorazione della cannabis, tutti i siti dispongono di sezioni di e-commerce dove è possibile acquistare tutto quanto serve per realizzare una coltivazione di marijuana in casa, dai semi ai sistemi di illuminazione, con una vasta scelta di prodotti progettati e realizzati appositamente per questo scopo. Tra questi, gli impianti di illuminazione a LED rappresentano gli elementi più importanti e più costosi di quanto necessario per una coltivazione, casalinga o più estesa.

Le differenti emissioni cromatiche dei LED stimolano e innescano diversi tipi di crescita nelle piante di marijuana.

Lo spettro blu aiuta la crescita vegetativa, gli spettri giallo, ambra, e rosso sono indicati per le fasi di pre-fioritura e fioritura, inclusa la crescita riproduttiva.

L’uso combinato dello spettro UV con la luce visibile rafforza la resistenza delle piante ai parassiti.

In generale, l’uso della luce per coltivare la marijuana al chiuso può essere fatto con successo, dal germoglio al raccolto, utilizzando emissioni luminose tra 420 e 730 nm (nanometri).

L’impiego della tecnologia allo stato solido rispetto alle lampade tradizionali consente di risparmiare energia (l’efficienza dei LED è nettamente superiore) ed evita il riscaldamento delle coltivazioni. Anche la durata delle lampade a LED è di gran lunga superiore rispetto a quelle tradizionali.

Per contro, questi sistemi sono decisamente più costosi, soprattutto quelli dei marchi più famosi come Advanced LED Light o LumiGrow.

Anche le multinazionali dell’illuminazione come Philips e Osram producono sistemi completi per coltivazioni indoor, pur non citando quasi mai la possibilità di coltivare la cannabis.

L’improvvisa crescita di questo mercato è stato un toccasana per l’industria dei LED, specie in un anno difficile come quello che sta per finire.

E in Italia? Nel nostro paese la coltivazione di marijuana è permessa per uso personale, ma con un limite di 2 piantine. Troppo poco per la nascita di un mercato simile a quello statunitense. In ogni caso, anche da noi sono nati siti dai nomi eloquenti: terredicannabis.com, erbalegaleonline.com, growledlamp.it, cbdmania.it, cannabislight.guru e altri ancora.

Nel resto dell’Europa la situazione è variegata, anche se prevale la logica proibizionista.

Naturalmente i produttori di LED e di sistemi di illuminazione si augurano che l’esempio degli Stati Uniti si diffonda rapidamente anche nel resto del mondo per fare diventare questo mercato uno dei più importanti per l’industria globale dei LED.