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Cresce la domanda di chip e Texas Instruments aumenta nuovamente i prezzi

Dopo gli incrementi introdotti a giugno su circa 3.300 articoli, TI applica un rialzo del 10‑30% su altri 60.000 prodotti, segnando un cambio di strategia verso margini più solidi.

Non tutte le società del comparto analogico/embedded/power sono in crisi. Già da un paio di trimestri aziende del calibro di Analog Devices e Texas Instruments segnalano una domanda in crescita, confermata dai dati delle loro recenti trimestrali. E quando la domanda si fa più sostenuta, ecco spuntare gli aumenti di prezzo e l’aumento dei tempi di consegna.

In particolare, Texas Instruments aveva già annunciato in giugno aumenti di prezzo su circa 3.300 codici prodotto, un intervento pilotato per testare la reazione del mercato prima di una fase più ampia di rialzi. Ora, con l’obiettivo di capitalizzare la ripresa, l’azienda ha deciso di estendere l’incremento su ulteriori 60.000 articoli, applicando variazioni percentuali che vanno dal 10 al 30%.

Questa strategia riflette chiaramente la fiducia di TI nella solidità del mercato analogico e dei componenti power, che sembra procedere in controtendenza rispetto alle difficoltà generate da contesto macro e geopolitico. I segmenti automotive, industriale e power management stanno mostrando resilienza, e l’azienda mira a migliorare la redditività attraverso il pricing in un contesto favorevole.

Secondo analisti di Bernstein citati da SemiMedia e Electronics Sourcing, l’aumento medio dei prezzi supera il 10%, con circa il 55% dei prodotti interessati da incrementi tra il 15% e il 30%, mentre alcune componenti di precisione (come ADC/DAC e op-amp) mostrano rialzi superiori al 100%. Gli analogici generici, compresi sensori e microcontrollori legacy, registrano ritocchi più moderati, attorno al 20%.



Risultati del secondo trimestre 2025: un quadro solido ma cauto

Texans Instruments ha comunicato un fatturato di 4,45 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2025, con una crescita annua del 16% e un utile per azione di 1,41 $, entrambi superiori alle stime degli analisti. Il margine lordo si attesta attorno al 58%, un miglioramento dato anche dal mix di prodotti più remunerativi e da una gestione disciplinata dei costi.

Il segmento analogico, che rappresenta la parte dominante del business, è cresciuto del 18% YoY, mentre l’embedded processing è aumentato del 10%. L’industriale continua come principale driver di crescita, mentre il settore automotive mostra segnali di recupero solo modesti, con una crescita trimestrale contenuta e descritta dal CEO Haviv Ilan come “appena accennata”. Inoltre, l’ordine dei clienti in Cina è accelerato in anticipo alla luce delle tensioni tariffarie, creando un effetto di domanda “pull‑in” che è previsto normalizzare nel prossimo trimestre.



Prospettive e sfide: investimenti e pressione sui margini

Texas Instruments ha annunciato un piano di investimenti straordinario per l’espansione della produzione interna: oltre 60 miliardi di dollari per costruire e ampliare sette nuovi stabilimenti negli Stati Uniti, dedicati principalmente a wafer da 300 mm, destinati soprattutto al mercato analogico e embedded. L’obiettivo è produrre internamente fino al 95% dei wafer entro il 2030, riducendo l’esposizione ai rischi geopolitici e migliorando competitività e margini.

Tuttavia, la guidance per il terzo trimestre appare prudente: la crescita dei ricavi è stimata tra 4,45 e 4,80 miliardi di dollari, mentre l’EPS è previsto tra 1,36 e 1,60 $, con il punto centrale inferiore alle attese degli analisti e una crescita del margine lordo che si prevede piatta rispetto al Q2.

Inoltre, l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale negli USA comporterà un impatto negativo sulle tasse fino alla fine del 2025, con un miglioramento atteso solo a partire dal 2026.

La combinazione di investimenti elevati, utilizzo stabile degli impianti e nuovi oneri fiscali rappresenta una possibile fonte di pressione sui margini nei prossimi trimestri. Che sia questo il motivo del nuovo aumento dei prezzi?

Tecnologia produttiva e impatto sui margini

Uno dei principali vantaggi competitivi di Texas Instruments nel mercato analogico e embedded è la sua integrazione verticale nella produzione di semiconduttori, in particolare per quanto riguarda la fabbricazione interna su wafer da 300 mm (12 pollici).

Tradizionalmente, molti chip analogici sono stati prodotti su wafer da 200 mm (8 pollici), sufficienti per le densità e le geometrie richieste. Tuttavia, TI è stato uno dei primi produttori a convertire parte della propria capacità produttiva analogica su linee da 300 mm, un’iniziativa che ha preso slancio nel decennio scorso e si è intensificata negli ultimi anni.

Questa scelta ha implicazioni dirette sui margini di profitto: con un wafer da 300 mm è possibile ottenere circa 2,25 volte più chip rispetto a un wafer da 200 mm, mantenendo costi fissi di lavorazione simili o solo lievemente superiori. Questo significa una riduzione significativa del costo per chip, soprattutto nei prodotti analogici a basso costo e ad alto volume.
TI ha stimato che la produzione su 300 mm può garantire risparmi fino al 40% sui costi di produzione per unità, rispetto al formato tradizionale da 200 mm.



Implicazioni per clienti e mercato

L’aumento generalizzato dei prezzi e il probabile allungamento dei lead time avranno effetti diretti sui clienti OEM e distributori, che dovranno anticipare ordini e rivedere i costi della distinta base. Tuttavia, il movimento di TI offre un segnale incoraggiante: la fase di correzione delle scorte potrebbe avviarsi verso la conclusione e il mercato analogico‑power sta mostrando segnali di ripresa strutturale.

Nonostante le incertezze legate ai dazi, all’andamento dell’automotive e a possibili aggiustamenti delle scorte, l’orientamento strategico di TI verso una maggiore redditività e indipendenza operativa è evidente.

L’azione di Texas Instruments di estendere i rialzi di prezzo a una platea molto più ampia di prodotti evidenzia una strategia decisa a valorizzare un posizionamento dominante nel mercato analogico e embedded. Sostenuta dai risultati del Q2 e da investimenti massicci nel potenziamento produttivo domestico, TI dimostra una fiducia crescente nella domanda di chip di potenza e analogici.

Pur attenta ai segnali di incertezza geopolitica, tariffaria e di accumulo di inventari, l’azienda punta a consolidare la propria leadership e margini attraverso una politica di pricing disciplinata e una presenza produttiva sempre più autonoma sul suolo statunitense.