
La tecnologia all’avanguardia di TSMC è diventata un obiettivo non solo per la Cina, ma sempre più anche per i concorrenti regionali, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.
Pochi giorni prima dell’avvio della produzione di massa del nodo a 2 nm, TSMC ha licenziato diversi dipendenti sospettati di aver tentato di accedere a dati riservati sul progetto 2 nm. L’indagine interna ha rilevato attività sospette durante la fase di sviluppo sulla linea pilota a 2 nm.
Arresti e incriminazioni in base alla legge di sicurezza nazionale
Secondo il Financial Times, le autorità taiwanesi hanno arrestato tre persone – tra cui uno ex‑dipendente e un ingegnere ancora impiegato al momento dei fatti – con l’accusa di furto di segreti industriali in base alla legge sulla sicurezza nazionale, che proibisce la cessione di tecnologie critiche inferiori a 14 nm a entità straniere percepite come ostili. Tokyo Electron, partner giapponese di TSMC, è stata sottoposta a perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta, sebbene al momento non siano emersi accuse formali nei confronti dell’azienda.
2 nm: un asset tecnologico strategico
Il processo a 2 nm rappresenta la frontiera attuale nell’industria dei semiconduttori, con densità di transistor e efficienza energetica superiori al nodo a 3 nm. TSMC ha avviato il risk production a fine 2024 e punta alla produzione di massa per il secondo semestre del 2025. Le previsioni indicano una capacità produttiva di circa 60.000 wafer/mese nel 2026, con costi superiori del 50% rispetto al nodo precedente.
Il contesto geopolitico e la pressione regionale
La corsa ai chip sempre più miniaturizzati rende il processo tecnologico di TSMC un asset strategico: non solo per la Cina, già al centro di numerosi tentativi di spionaggio e bracconaggio di tecnici taiwanesi, ma anche per altri concorrenti nella regione asiatica. Il Giappone, attraverso il progetto Rapidus sostenuto da IMEC e IBM, mira a ritagliarsi un proprio ruolo sul fronte 2 nm; Samsung e Intel sono anch’essi in gara con roadmap simili, benché Intel stia affrontando importanti ostacoli produttivi sul fronte dei nodi avanzati.
TSMC reagisce con tolleranza zero
Dal canto suo, TSMC ha sottolineato l’efficacia dei suoi sistemi di monitoraggio interno, che hanno permesso di identificare in tempi rapidi le attività sospette, e ribadito la politica di “tolleranza zero” verso violazioni di segreti industriali. L’azienda ha promosso azioni disciplinari e legali immediate nei confronti dei responsabili.
Implicazioni e scenari futuri
Il nodo a 2 nm è più di una semplice innovazione tecnica: è un asset strategico conteso in un clima di rivalità tecnologica globale. Con la Cina, i concorrenti regionali e strutture emergenti come Rapidus orientati a ottenere piattaforme simili, TSMC si trova a fronteggiare non solo sfide manufatturiere, ma anche minacce di sicurezza e spionaggio industriale su scala internazionale. La gestione trasparente e rigorosa di questo caso avrà un ruolo cruciale nel rafforzare la leadership taiwanese nel settore e stabilire nuovi standard di protezione dei segreti tecnologici.



