martedì, Febbraio 10, 2026
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Semiconduttori: chiude RW Silicium, l’ultima fabbrica tedesca per la produzione di silicio metallurgico

Chiude RW Silicium

L’Europa perde un altro pezzo cruciale della supply chain dei semiconduttori: a fine anno chiude RW Silicium, l’ultima fabbrica tedesca per la produzione di silicio metallurgico. Da questo materiale si ricava, con ulteriori processi di purificazione, il silicio ad elevata purezza che costituisce la base per semiconduttori e celle solari. Sulla decisione pesano i costi elevati dell’energia e la forte concorrenza cinese , nonostante il silicio sia cruciale per l’industria europea.

La chiusura di RW Silicium a Pocking, Baviera, prevista per la fine dell’anno, segna la scomparsa dell’ultima produzione di silicio metallurgico in Germania, un evento che mette in luce la crescente vulnerabilità dell’Europa nel settore delle materie prime strategiche.

Il silicio è una materia prima fondamentale non solo per l’industria elettronica, ma anche per il settore chimico (dove il silicio metallurgico viene trasformato in siliconi) e per le fonderie di alluminio (dove funge da elemento di lega). Con ulteriori e complessi processi di purificazione, il silicio metallurgico si converte nel silicio ad altissima purezza, noto come silicio di grado elettronico (EG-Si), la base fisica dei wafer per semiconduttori e celle solari.



Prezzi e pressione cinese

La decisione di chiudere riflette una crisi economica profonda, alimentata da due fattori principali: i costi insostenibili dell’energia e la pressione competitiva.

  • Costi Energetici: Il processo di produzione del silicio metallurgico è estremamente energivoro, e i prezzi del gas e dell’elettricità in Europa hanno reso la produzione domestica antieconomica rispetto ai concorrenti globali.
  • Concorrenza Asiatica: La forte concorrenza, in particolare dalla Cina, ha fatto crollare i prezzi. I prezzi del silicio metallico 5-5-3 in Europa sono diminuiti in media del 12% all’anno dal 2022 al 2024. Questa tendenza al ribasso è proseguita nel 2025, con prezzi già scesi del 19% dall’inizio dell’anno, rendendo impossibile per i produttori europei competere.

Già in precedenza, anche un altro player importante come Ferroglobe aveva sospeso la produzione di silicio metallurgico in Europa a causa delle sfide economiche, evidenziando una crisi sistemica del settore nel continente.



Dalla sabbia al wafer: il processo di purificazione

Fortunatamente, la materia prima non manca. Il silicio è il secondo elemento più comune nella crosta terrestre, costituendone circa il 26%, superato solo dall’ossigeno. Tuttavia, per l’industria elettronica non serve silicio comune, ma materiale con una purezza eccezionale, dove la concentrazione di atomi non di silicio deve essere inferiore a un atomo su un miliardo.

Il materiale di partenza è la sabbia silicea (biossido di silicio); la purificazione inizia riscaldando la sabbia con un agente riducente, il carbonio, per produrre monossido di carbonio e silicio. Il prodotto di questo processo è il silicio di grado metallurgico (MG-Si), che raggiunge una purezza di circa il 99%.

RW Silicium era specializzata proprio in questa prima fase. Successive e più complesse lavorazioni chimiche vengono poi completate fino a ottenere il silicio ultrapuro di grado elettronico (EG-Si), un processo che richiede impianti e know-how avanzati.

Oltre a essere ultrapuro, il silicio utilizzato nei circuiti integrati deve essere costituito da un singolo cristallo perfetto. Questo cristallo viene coltivato attraverso processi come il metodo Czochralski, posizionando un piccolo cristallo-seme a contatto con il silicio fuso. Il risultato è una grande “boule” cilindrica, che viene poi tagliata in wafer di spessore inferiore al millimetro. Le superfici dei wafer vengono infine lucidate fino a renderle atomicamente lisce.

La perdita della fase iniziale di produzione di MG-Si in Germania costringe ora l’Europa a dipendere interamente da fonti esterne, prevalentemente asiatiche, anche per il materiale di base.

Implicazioni per la sovranità tecnologica europea

La chiusura di RW Silicium rappresenta un campanello d’allarme per gli obiettivi di sovranità tecnologica promossi dall’European Chips Act. Sebbene l’Europa stia investendo miliardi per costruire fab avanzate per il front-end e il packaging, la perdita della capacità produttiva nella fase iniziale della supply chain del silicio minerale espone l’intero continente a rischi geopolitici e a interruzioni di fornitura, rendendo l’industria dei chip europea vulnerabile alla volatilità dei prezzi e alle decisioni commerciali delle potenze extra-europee, in particolare della Cina. Una storia già vista.