giovedì, Aprile 18, 2024
HomeIN EVIDENZAAumentano del 26,4%, a quota 7,88 miliardi di dollari, le entrate delle...

Aumentano del 26,4%, a quota 7,88 miliardi di dollari, le entrate delle prime 10 società OSAT nel 2Q21

Immagine: Siemens EDA

Lo rende noto la società di ricerche di mercato TrendForce che segnala come la domanda di servizi di test e packaging in outsourcing si sia mantenuta forte anche nel secondo trimestre 2021. 

Nonostante l’intensificarsi della pandemia di COVID-19 che ha interessato nel 2Q21 Taiwan (dove operano le principali aziende del settore), il trend di crescita delle società del settore OSAT (Outsourced Semiconductor Assembly & Test, assemblaggio e test di semiconduttori in outsourcing), a cui fanno ricorso aziende e fonderie che producono semiconduttori, si è mantenuto sui livelli dei trimestri precedenti, pur con qualche differenza tra le numerose aziende che operano nel settore. Lo comunica la società di consulenza e ricerche di mercato TrendForce che ha raccolto nella seguente tabella l’andamento delle vendite delle prime 10 società:

La forte richiesta di semiconduttori ha determinato un aumento del 26,4% su base annua, pari ad un importo di 7,88 miliardi di dollari, delle vendite nel secondo trimestre del 2021.

TrendForce indica anche che nel trimestre le aziende OSAT hanno gradualmente aumentato il loro CAPEX e ampliato le loro strutture e attrezzature per soddisfare la domanda dei clienti in continua crescita. Tuttavia, l’industria OSAT deve ancora affrontare un futuro incerto nel secondo semestre dell’anno a causa dell’impennata globale della variante Delta e della crisi sanitaria che si sta verificando nel sud-est asiatico, sede di un numero significativo di strutture OSAT.

Per quanto riguarda le performance delle singole società nel 2Q21, i leader taiwanesi di mercato ASE e Amkor hanno registrato ricavi rispettivamente di 1,86 miliardi di dollari e 1,41 miliardi di dollari, che rappresentano crescite su base annua rispettivamente del 35,1% e del 19,9%. Entrambe le società hanno beneficiato della forte domanda di smartphone 5G, notebook, chip automobilistici e chip di rete. Le performance più contenute di ASE sono giustificate dal fatto che la società ha ceduto parte della sua capacità produttiva a KYEC, altra azienda taiwanese maggiormente colpita dalla pandemia.

Per quanto riguarda le altre società taiwanesi, il fatturato di SPIL ha raggiunto i 931 milioni di dollari, con un modesto aumento del 2,3% su base annua. La crescita relativamente contenuta dell’azienda è da attribuire al fatto che la domanda da parte di Huawei, uno dei principali clienti di SPIL, è scesa drasticamente.

PTI si è gradualmente ripresa dalle difficoltà derivanti dalla chiusura delle sue controllate giapponese e di Singapore. Per il 2Q21, il fatturato di PTI ha raggiunto i 742 milioni di dollari, con un aumento del 14,3% su base annua.

Per quanto riguarda le società cinesi JCET e Hua Tian, entrambe hanno ampliato le proprie capacità per soddisfare la massiccia domanda dei mercati nazionali; i ricavi delle due società per il 2Q21 hanno raggiunto 1,1 miliardi di dollari e 467 milioni di dollari rispettivamente, con una crescita su base annua del 25% e del 64,7%. La cinese TFME ha messo a segno il maggior incremento del periodo tra le società in classifica (+68,3%, 591 miliardi di fatturato) grazie alla fortissima domanda di AMD per la quale effettua test e packaging.

Infine, ChipMOS e Chipbond, specializzati nell’imballaggio e nei test di circuiti integrati per driver di pannelli, hanno beneficiato di importanti eventi sportivi come le Olimpiadi di Tokyo e UEFA Euro 2020. I ricavi di entrambe le società hanno raggiunto i 251 milioni di dollari con ChipMOS che è cresciuta del 38,4% mentre Chipbond ha fatto registrare un incremento del 49,6%, sempre sui base annua.